Omeopatia unicista: nozioni di base

COSA CURA

Il malato inteso come la persona con i suoi sintomi e malesseri, non la malattia, è il soggetto della Medicina Omeopatica. Per questo motivo durante la visita viene data maggior importanza e rilievo ai sintomi e vissuti corporei che caratterizzano l’individuo. Ne consegue che le patologie croniche siano l’ambito d’azione più specifico della Medicina Omeopatica.

Sempre più numerosi sono i casi di cronicizzazione gestiti sintomatologicamente con farmaci convenzionali. Spesso i sintomi persistono e la sofferenza del paziente è solo in parte alleviata o rimane alto è il rischio di effetti collaterali. È’ il caso delle cefalee ed emicranie, delle allergie e disordini mestruali, dei disturbi dell’alimentazione, gli stati ansiosi e panicali, della fibromialgia o dei problemi intestinali di assimilazione. Vi è poi da considerare ancora quelle situazioni in cui è preferibile non utilizzare o limitare l’uso di farmaci chimici così come avviene nel periodo della gravidanza e nei primi anni di vita nei bambini.

FARMACI

I farmaci omeopatici sono quelli regolarmente iscritti nella Farmacopea Omeopatica, ovvero l’organo ufficiale di tutte le preparazioni farmacologiche riconosciute. Attualmente sono più di 1000 i farmaci omeopatici iscritti nella Farmacopea.

In Farmacopea sono registrati unicamente come farmaci omeopatici i rimedi unitari, ovvero le singole sostanze sottoposte, nei secoli, a proving e a comprovata efficacia clinica. Da sottolineare che i fitoterapici, gli omotossicologici e complessi omeopatici non vengono denominati farmaci, ma bensì prodotti omeopatici dalla legislazione italiana. Nonostante questo “gioco di parole”, comunque non sono questi i rimedi che prescrive un omeopata classico.

Importante ricordare che non esiste nessuna incompatibilità tra rimedi omeopatici e fitoterapici o farmaci chimici. Questo significa che intraprendere una terapia omeopatica non vuol dire dover interrompere i farmaci chimici, tanto meno se in terapia sostitutiva (es. ormoni tiroidei) o salvavita. La maggior parte dei pazienti che chiedono una consulenza di omeopatia unicista sono pazienti cronici in trattamento farmacologico: lo scopo della terapia è migliorare i sintomi ancora presenti e non controllati da farmaci chimici e, quando la cura è efficace, ridurre al minimo indispensabile le medicine per evitare gli effetti collaterali a lungo termine. Ovviamente si tratta di un percorso da valutare insieme e sotto il controllo del medico.

VISITA OMEOPATICA

La visita omeopatica è essenzialmente una visita medica con un colloquio e analisi della documentazione sanitaria seguita da una visita semeiotica classica. A questa struttura fondamentale l’omeopata aggiunge la sua professionalità. Dal momento che è la persona con le sue caratteristiche ed il suo modo tipico di vivere il corpo e la sua malattia non sarà sufficiente fermarsi alla diagnosi medica classica. Di fondamentale importanza è come si presentano e vengono vissuti i sintomi, quali altri sintomi in passato si sono presentati, quali sono le emozioni e i vissuti ad essa legati. Spesso la visita si porta in ambiti che di solito vengono tralasciati, come i sogni, o sottovalutati, come nel caso delle relazioni con il mondo esterno, le reazioni emotive o gli atteggiamenti particolari. Nel caso dei bambini, o durante le visite veterinarie, ci si aiuta osservando come si muovono nello spazio, come interagiscono con i giochi o come e cosa amano disegnare e mangiare. Questo non per voler “psicolocizzare” la malattia o voler sostituirsi ad altre figure professionali, ma piuttosto per cercare sempre quei famosi tratti fondamentali della persona che guidino con maggiore precisione alla ricerca del rimedio unico più specifico.

TERAPIA

La Medicina Omeopatica si propone come una specialità medica, ma a differenza delle altre visite specialistiche richiede la costituzione di un rapporto terapeutico nel tempo. Questa fase risulta fondamentale per due ragioni. La prima è che per valutare la reale efficacia della terapia, soprattutto nel caso di patologie croniche, risulta necessario prendere in considerazione l’andamento di tutti i sintomi fisici, psichici ed emotivi per capire se si è utilizzato il rimedio corretto. La seconda è che, non essendo una bacchetta magica, anche se il rimedio è quello appropriato, si deve valutare insieme al paziente in che quantità assumerlo e quando è il caso di aumentare la diluizione, ovvero la potenza, del rimedio. Un aspetto che poco viene sottolineato è che la terapia con il rimedio omeopatico unicista incomincia con una diluizione “soft”, per evitare effetti troppo forti e allo stesso tempo permettere al corpo di recepire il messaggio e reagire. Per questo motivo si usano le diluizioni LM o Q. Il fatto è che dopo un periodo di circa 1-2 mesi, a seconda dei casi e della severità della patologia, anche se il rimedio è appropriato perde di efficacia perché non è profondo abbastanza per contrastare la tendenza patologica del sistema. In questo caso va aumentata la potenza (diluizione), ma per fare questo il paziente deve informare e rendere partecipe il medico, che con l’esperienza acquisita saprà come gestire il singolo caso.

Dopo la prima visita, pertanto, il paziente deve partecipare attivamente informando il medico sull’andamento della terapia in modo da poterla ulteriormente adattare alle risposte corporee di ognuno. Abitualmente è nostra prassi che in questo periodo i contatti siano telefonici, mentre ci si prende dei nuovi spazi di confronto nei successivi e periodici controlli (generalmente ogni 2-3 mesi all’inizio poi a seconda dei casi più diradati nel tempo) per chiarire più approfonditamente dove e come ha agito o non agito il rimedio, quali sintomi si sono modificati e come sta reagendo il sistema a medio-lungo termine

EPISODI ACUTI

La gestione dei casi acuti è una questione importante e spesso confusa. Parliamo di episodi acuti riferendoci a di vecchi sintomi del paziente che occasionalmente si ripresentino, o di sintomi epidemici come influenze o rialzi febbrili.

Se è vero che la Medicina Omeopatica Unicista si prefigge di cercare il rimedio per la persona, una volta constatato che il rimedio è stato realmente utile nel migliorare tanti sintomi cronici, lo stesso rimedio sarà la migliore soluzione nei casi acuti. Questo per il semplice motivo che il rimedio personale è il migliore, il “più simile”, a stimolare e collaborare con le strategie difensive del sistema. Anche nel caso di un trauma il rimedio unico e personale ha il vantaggio di funzionare meglio di una Arnica usata come sintomatologico.

Ovviamente si dovrà assumere il rimedio con una posologia adeguata: l’allergia che ricompare deve migliorare come se si assumesse un antistaminico, il vecchio mal di testa deve necessariamente svanire come con un antidolorifico, l’influenza passare rapidamente e con sintomi attenuati e gestibili. Va sottolineato che al fine di una seria ricerca in omeopatia, questo dovrebbe essere una delle “conditio sine qua non” per dire che quel determinato rimedio è realmente utile ed efficace.

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